Nuovi Trends e Post-Modernità
Dire ’trends’ oggi è cosa comune a tanti, certo è un termine che fa molto 'chic', ma in realtà questa parola talvolta assume significati non del tutto in linea con quello reale."E’ molto ’trendy’ questo posto!", "Come sei trendy!", "Ma che trend state studiando?", "Il nuovo trend per l’inverno è..."
Sono tutte frasi molto note, ma di cui spesso non conosciamo nè il vero significato nè possiamo rispondere a domande concernenti la parola trend con risposte reali e non allusive.
Dire che una cosa è "trendy" letteralmente significherebbe:
"Dire di 'cosa' o 'azione' in linea con una tendenza stilistica, sia essa estetica, sociologica o culturale, del momento..."
Ma siamo sicuri che questo sia il significato reale? Quante volte invece associamo al dire "trendy", semplicemente lo stesso significato che daremmo alla frase "moda" ???
E soprattutto, quanto è legata la tecnologia e l'innovazione tecnologica ai 'nuovi trends'?
Parliamone.
Che la società sia cambiata, e stia continuando a farlo, è vana retorica. Capire invece, dove essa si stia direzionando è cosa assai più difficile. L’uomo contemporaneo viene definito come “postmoderno”. Secondo i teorici del PostModerno: “Postmodernity is synergy between archaism and technological development”, ovvero la "PostModernità’ è una sinergia fra l’arcaismo e lo sviluppo tecnologico".
Quindi l’uomo moderno dipende completamente dalle nuove tecnologie, seppur con esse abbia questo rapporto di odio amore.
È insito, quindi, nel concetto di postmodernismo il continuo altalenare tra due opposti, sì da crearne una sinergia più che una contraddizione insolubile. È il “case by case approach”, ossia la sostituzione ed il superamento del principio di coerenza e di non contraddizione per giungere ad una maggiore flessibilità.
A dispetto di come potrebbe sembrare, la società oramai entrata in questo nuovo paradigma, non è affatto superficiale, ed è proprio in questo scenario che si creano le basi per nuovi legami, nuove forme di tribalità e, con essa, anche nuove regole che connettono i nostri comportamenti.
In generale, nel Postmodernismo ciò che emerge fortemente è l’uomo e le nuove forme di socialità i suddetti nuovi TRENDS; diversi studiosi lo hanno per ciò identificato quale Nuovo Umanesimo, ossia riscoperta di valori (antropologici, sociali e psicologici) fortemente e indissolubilmente legati all’essenza umana. Lo sviluppo del postmodernismo corrisponde anzi al compimento di un processo di individualizzazione da una parte, ma anche da un ritorno alla ricostruzione del sociale attraverso la costituzione di “gruppi informali”.
Il concetto di tribù postmoderna richiama ad un insieme di individui che, nonostante caratteristiche socio-demografiche molto diverse, sono collegati da una stessa soggettività, passione, esperienza o meglio TRENDs.
La tribù post-moderna, in quanto tale, è capace di azioni collettive vissute intensamente (benché effimere); il tutto viene “celebrato” in modo fortemente ritualizzato. Esso si pone quale utile strumento di studio sostitutivo del concetto di “stile di vita” (concetto di stampo prettamente moderno) che presupponeva un ragionamento di divisione e distinzione. La tribù nasce invece fortemente dinamica e mutevole ed inoltre muta l’ottica di analisi da una logica di divisione ad un mero atto di identificazione con una o più comunità contemporaneamente.
Nelle tribù postmoderne gli individui sembrano cercare nel consumo, soprattutto se tecnologico, non tanto un mezzo diretto per dare un significato alla propria vita, liberandosi dagli altri, quanto piuttosto un mezzo per legarsi agli altri nel quadro di una o più comunità di riferimento.
Il postmoderno, o meglio l’uomo postmoderno, sa coniugare l’innovazione con l’autenticità, l’ordine con il caos, la globalizzazione con la localizzazione, il moderno con la tradizione, l’unificazione con la frammentazione, il progresso con il regresso. È quindi, per definizione, la sintesi degli opposti, realizzata con estrema duttilità e flessibilità. Si parla anche di “polimorfismo” e di “camaleontismo”.
In tutto ciò la tecnologia ne fa da padrone, generando miti e dipendenze e guidando la tribù nella scelta di gruppo del modo e metodo per fruire di un determinato approccio tecnologico.
Il caso degli sms dei telefonini è molto sintomatico, l'azienda TIM ha completamente riconosciuto questo nuovo trend tribale e lo sta sfruttando al massimo.
E allora come cambierà la nostra percezione 'tribale' all'utilizzo del mezzo televisivo?
Di poco, visto che l'interazione con il mezzo televisivo è per la nostra società un approccio semi-individuale, ma cambierà invece l'aspettativa, che è sempre più richiedente "COMUNICAZIONE".
Da qui l'avvicinamento dell'apparecchiatura televisiva ad ciò che assomiglia ed è una "MEDIA STATION", un mezzo in sintesi che permette di comunciare con l'esterno e gestire i momenti di svago, fatti di musica, immagini, video, posta ... insomma creatività e consumo, contenuti in quell'apparecchio che è sempre meno televisore ed è sempre più un PC.
Da Elektronica e "citazioni prese in rete".